8 Settembre ‘43 – 8 Settembre 2010: La resistenza continua.
“Torno sui posti in cui uomini e donne, militari e civili, persero la vita per la libertà”
Giorgio Napolitano a Porta San Paolo
ROMA - Intervenendo a Porta San Paolo alla cerimonia che ricorda l’8 settembre 1943, data dell’annuncio dell’armistizio che segna anche l’inizio della Resistenza a Roma in difesa della Capitale occupata dai nazisti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato “i momenti eroici che, in questo luogo, hanno segnato la conclusione tragica della vita di nostri soldati e ufficiali”. “Avete potuto vedere – ha poi aggiunto – la bellissima lapide che il Comune ha posto per ricordare le donne che hanno perso la vita per la libertà. Mi pare che il significato sia del tutto evidente e sempre attuale”.
Il capo dello Stato ha scoperto una targa presso il Parco della Resistenza di Roma in ricordo delle donne che tra l’8 e il 10 settembre hanno sacrificato la vita per la difesa della città. La targa è collocata in un’aiuola dove sono state piantate 55 rose ad alberello. Poco prima il capo dello Stato ha deposto una corona di alloro presso il monumento del Parco della Resistenza dedicato agli 87 mila militari caduti tra il 1943 e il 1945. Napolitano si è anche fermato a salutare le Associazioni dei Partigiani e dei Corpi militari che hanno combattuto la Seconda Guerra Mondiale.
L’8 settembre 1943 iniziavano per il nostro Paese i venti mesi più duri e terribili della sua storia contemporanea. L’Italia già provata da vent’anni di soprusi del fascismo, si apprestava a fare i conti con il tremebondo ed antipopolare governo di Salò, colpo di coda finale di un fascismo decrepito e ormai destinato alla sconfitta, ma che non volle risparmiare agli italiani torture, violenze e massacri al servizio dei nazisti. In quei giorni di smarrimento, con il re e gli stati maggiori dell’esercito in fuga per salvare la pelle, prendeva corpo la Resistenza, quello straordinario moto popolare che coinvolse donne e uomini di ogni fede politica, ceto sociale e religione. La pagina indubbiamente più luminosa di tutta la storia di questo Paese, esempio di coraggio, dignità e passione civile autentica, a ben vedere furono venti mesi per la libertà. A dispetto di certe indegne propagande, che periodicamente vengono architettate per screditarne il contributo storico e politico, i frutti della lotta di Liberazione sono innegabili: il voto alle donne che, è bene ricordare, non veniva concesso durante il fascismo, la Repubblica e la Costituzione.
Sessantasei anni dopo, la Resistenza è oggi offesa, svilita, oltraggiata e attaccata dal potere politico mediatico imperante, ma l’esempio di quella lotta è ben lungi dall’essere dimenticato. La Resistenza dopo più di 60 anni non è finita, le motivazioni che furono alla base di una scelta di libertà allora, sono più che mai valide oggi, alla luce della situazione che gli italiani devono sopportare ed affrontare quotidianamente. Il lavoro che giorno dopo giorno viene a mancare per migliaia di lavoratori, la scuola e l’istruzione ormai ridotte a materie per pochi fortunati, la casa che diventa un’autentica chimera, la pericolosa deriva per negare la libertà di espressione e per giunta persino la limitazione al diritto di sciopero.
Oggi ci vuole lo stesso cuore e lo stesso coraggio di allora, per affrontare un momento altrettanto difficile e dalla Resistenza è possibile cogliere il suo messaggio innovatore di grande unità e di grande cambiamento e questo vale non solo per i cittadini, ma anche per i lavoratori e soprattutto per certi politici, che sembrano ormai smarriti nelle lotte per chissà quali benefici. La Resistenza continua! (Fontanesi Alessandro)


