Riforme Costituzionali

Come Anpi ci siamo mobilitati fin da subito contro le azioni del governo di centro destra che investono la Costituzione: autonomia differenziata, controriforma dell’ordine giudiziario, premierato.
Possiamo dire che, certo non solo per la nostra azione, questi tre progetti della destra sono in buona parte, per ora, sventati.

La legge Calderoli sull’autonomia differenziata è stata di fatto resa inefficace dai motivati rilievi della Corte Costituzionale e spiace solo che la stessa Corte abbia dichiarato inutile il referendum abrogativo, che oltre un milione di cittadini avevano richiesto. Si è così creata una strana situazione per cui la Legge Calderoli non è viva, ma non è neppure morta, e i suoi sostenitori provano ancora bislacchi tentativi di devoluzione.

Con il voto del 22 e 23 di marzo, il progetto di riforma dell’ordine giudiziario è definitivamente naufragato. Era, lo abbiamo spiegato nella campagna referendaria, un modo per indebolire l’ordine giudiziario nei confronti dell’esecutivo, parte di un disegno che avrebbe avuto nel premierato il suo coronamento. Un capo eletto direttamente dal popolo, che rivendica per sé e il proprio governo, il diritto di agire senza sottostare al controllo di legittimità e legalità che spetta ai diversi gradi della magistratura.

Il progetto di premierato esce fortemente indebolito, se non impossibile da realizzare, grazie all’esito del referendum. La stessa maggioranza, forse consapevole delle incongruenze del disegno di legge costituzionale presentato in Senato da Meloni e Casellati, ha ripiegato sulle vie brevi di una nuova legge elettorale. Si tratta di una proposta che assegnerebbe alla coalizione di partiti vincente nel confronto elettorale con almeno il 40% dei voti, un premio di maggioranza che la porterebbe al 55% dei seggi. Un’enormità, che non tiene in alcun conto i rilievi più volte espressi dalla Corte Costituzionale sugli eccessivi premi di maggioranza previsti dalle leggi elettorali passate, dal cosiddetto Porcellum all’Italicum renziano. La Corte ha sempre richiamato al rispetto di un principio di adeguata rappresentanza delle scelte degli elettori, un valore negato dall’attribuzione di premi di maggioranza eccessivi.
In vista delle elezioni politiche del 2027, si apre dunque un nuovo terreno di confronto, speriamo non di scontro, sulla legge elettorale. Se si dovesse andare ad un cambiamento della legge elettorale, è importante che esso vada nella direzione di salvaguardare il diritto degli elettori ad un’adeguata rappresentanza delle diverse opinioni e alla scelta dei propri rappresentanti. Anche questo è un modo per difendere i valori della Costituzione, rafforzando la partecipazione dei cittadini al voto e restituendo al parlamento il suo ruolo, centrale, di rappresentanza degli orientamenti e dei bisogni di tutto il paese.

La sezione Riforme Costituzionali del sito è articolata in quattro sottosezioni: Autonomia Differenziata, Premierato, Separazione delle carriere dei Magistrati, Posizioni dell’Anpi.

Potrete trovare materiali utili ad approfondire questi argomenti attraverso i testi di legge e di riforma di cui si discute (testi), attraverso interventi di autorevoli costituzionalisti ed esperti (commenti), attraverso l’aggiornamento sullo stato del dibattito parlamentare (attualità), attraverso gli indirizzi dei siti (link) di personalità, associazioni e gruppi coinvolti nella battaglia per la difesa dei valori costituzionali.

Autonomia differenziata
Premierato 
Separazione delle carriere dei magistrati
Posizioni A.N.P.I.