Nella seduta del 30 ottobre 2025 il Senato della Repubblica ha approvato in quarta lettura, e cioè definitivamente, il disegno di legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” a firma Giorgia Meloni, Carlo Nordio.
Il disegno di legge costituzionale interviene sul Titolo IV della Costituzione con l’obiettivo di separare le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti, per i quali vengono istituiti due distinti organi di autogoverno (Consiglio superiore della magistratura giudicante e Consiglio superiore della magistratura requirente).
È istituita inoltre un’Alta Corte disciplinare, cui è attribuita in via esclusiva la giurisdizione disciplinare, tanto nei confronti dei magistrati giudicanti quanto dei magistrati requirenti.
La Legge di riforma costituzionale disciplina anche il modo di elezione dei tre organismi, affidandone gran parte al sorteggio.
La parola passerà ora ai cittadini, chiamati ad esprimersi in un referendum confermativo, che già è stato richiesto dai gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione.
E’ in corso anche una raccolta di firme popolari per l’indizione di un altro referendum con analogo oggetto. La raccolta di firme, ne servono 500.000, terminerà il 30 gennaio 2026. E’ possibile firmare al seguente indirizzo web: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open e seguendo le relative istruzioni.
La raccolta di firme per un referendum popolare, ha il duplice scopo di iniziare da subito una forte mobilitazione e di stoppare l’intenzione dichiarata del Governo di anticipare al massimo la data del referendum, limitando così i tempi della campagna elettorale.
Il referendum, avendo per oggetto una riforma costituzionale non necessiterà di quorum. E’ già partita una forte mobilitazione per il no che vede tra i principali protagonisti Anpi.
Si è costituito il Comitato nazionale “Società Civile per il no al referendum costituzionale” presieduto da Giovanni Bachelet , che riunisce diverse associazioni tra cui Anpi, Acli, CGIL, Arci, Libera.
L’Associazione Nazionale Magistrati ha promosso un proprio comitato autonomo “A difesa della Costituzione e per il NO al referendum” e parteciperà attivamente alla campagna referendaria.
Si contestano nel merito diversi aspetti della riforma Nordio/Meloni.
C’è una prima questione di impostazione giuridico/costituzionale: l’unità della magistratura requirente e giudicante postula il fatto che tutti siano sottoposti alla legge e che lo scopo dell’azione penale sia la ricerca comune della giustizia.
La separazione delle carriere invece schiaccia la figura dei Procuratori della Repubblica sulla funzione accusatoria, con la conseguenza di minori garanzie per i cittadini e di uno scivolamento della magistratura requirente sotto il controllo dell’esecutivo.
C’è poi una questione di ordine pratico: i passaggi dalla funzione requirente a quella giudicante e viceversa, sono già oggi regolamentati in modo restrittivo, infatti i numeri sono ridottissimi. Non è insomma questa l’urgenza della Giustizia italiana, un sistema vicino al collasso per la storica mancaza di risorse umane, tecniche ed economiche e per la continua produzione legislativa che modifica le regole e introduce nuovi reati, basti pensare ai recenti Decreti sicurezza.
Infine c’è una questione politica e costituzionale: la divisione della magistratura, sancita con l’istituzione di due diversi CSM, indebolisce uno dei tre poteri fondamentali dello stato, il potere giudiziario. Si creerà così uno squilibrio con il potere legislativo e, soprattutto, con il potere esecutivo, che già domina le camere con il continuo ricorso alla decretazione d’urgenza e al voto di fiducia.
D’altra parte è proprio questa l’ispirazione fondamentale del governo di centro destra, evidenziata anche dalla proposta del premierato: rafforzare l’esecutivo e sottrarlo al controllo di legittimità e legalità. Basti vedere per esempio, le reazioni del Governo alle sentenze dei magistrati che hanno bloccato la deportazione dei migranti in Albania.
La nostra è prima di tutto una battaglia per una giustizia giusta e uguale per tutti, ma è anche una battaglia politica contro l’autoritarismo delle destre che mina l’assetto democratico della nostra Costituzione.
Nelle diverse sottosezioni di questa pagina potrete trovare, come sempre, i materiali informativi necessari ad approfondire la conoscenza di questi temi e le posizioni in campo.