“Sulla vicenda che riguarda la visita di studio di una delegazione di educatori e insegnanti di scuole ebraiche (statunitensi e israeliane) a Reggio Children si è ritenuto fino ad oggi, di non prendere posizione, in quanto è noto come A.N.P.I. che riconosciamo da sempre l’uguaglianza di ogni essere umano, che contrastiamo ogni forma di discriminazione promuovendo azioni di cultura e di pace. Ma ora si è passato il segno.
Con tutto il rispetto che si deve al Presidente della Comunità ebraica di Milano, accusare Reggio Emilia, città Medaglia d’oro al Valore Militare della Resistenza con 9.589 partigiani regolarmente riconosciuti e, fra essi, 626 caduti in battaglia, di metodi da Terzo Reich, è francamente inaccettabile per la storia e per il presente civile e democratico della nostra comunità. Sarebbe come dire che l’intero popolo israeliano è d’accordo col genocidio che il Governo di Netanyahu sta compiendo nei confronti del popolo palestinese. Quando sappiamo bene che le cose non stanno in questo modo.
Converrebbe pertanto un po’ a tutti, a partire da chi ricopre incarichi di responsabilità ad ogni livello, prima di parlare o fare dichiarazioni pubbliche, informarsi e riflettere sulle realtà verso le quali ci si sta riferendo. Altrimenti il rischio è quello di una inutile e dannosa propaganda che fa solo confusione e non serve a nessuno.”.
Anna Ferrari Presidente A.N.P.I. Reggio Emilia