| Becchi Rosina “Anna”
Nata il 19/06/1918 a Cavriago; deceduta nel 1987
Periodo di riconoscimento: dal 12/04/1944 al 25/04/1945
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: Comando Unico Reggiano; Comandante di distaccamento con il grado di Sottotenente dal 12/04/1944 al 10/01/1945
Imprigionata nelle carceri nazifasciste dall’ 11/01/1945 al 25/04/1945
Professione: casalinga
Decorata con Medaglia d’Argento al Valor Militare |
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Motivazione: Partigiana coraggiosa ed infaticabile, rendeva, benché gravemente minorata, preziosi servizi alla Resistenza portando a termine innumerevoli missioni, delicate e pericolose. Durante un rastrellamento avversario, espostasi generosamente in un rischioso servizio di esplorazione allo scopo di garantire la sicurezza di due partigiani feriti, veniva catturata da una pattuglia nemica. Nel lungo periodo di carcere sopportava, con singolare forza d’animo, umiliazioni, percosse e torture, senza mai tradire la causa a cui si era votata, fin quando poteva riunirsi ai suoi commilitoni nella sua città liberata.
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| Boni Burini Clarice Tina “Nicla-Nikla“
Nata il 23/05/1922 a Bibbiano; deceduta nel 1997
Periodo di riconoscimento: dal 25/07/1944 al 25/04/1945
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: 76 a Brigata S.A.P. (Angelo Zanti) con il grado prima di Intendente e poi di Tenente
Imprigionata nelle carceri nazifasciste dall’ 22/01/1945 al 25/04/1945/
Professione: operaia
Decorata con Medaglia d’Argento al Valor Militare |
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Motivazione: giovane partigiana animata dal profondo spirito patriottico, volle partecipare direttamente alla guerriglia contro i nazifascisti, operando in una brigata di pianura che agiva sempre in territorio strettamente sorvegliato dal nemico. Ricoprì incarichi di comando, riaffermando doti di eccezionali capacita e coraggio. Ricercata e braccata dalla polizia fascista, non abbandonò la lotta ma la intensificò. Catturata, imprigionata e sottoposta alle più atroci torture e seviziata con le carni bruciate, con le membra contuse, seppe resistere alle ferite, alla violenza, alla fame, con indomita fierezza, degna del più puro eroismo partigiano. Esempio luminoso di sacrificio, di eroismo, di attaccamento alla causa di liberazione nazionale. |
| Davoli Bruna Lucia “Kira “
Nata il 10/07/1920 a Massenzatico di Reggio Emilia; deceduta nel 2000
Periodo di riconoscimento: dal 25/07/1944 al 25/04/1945
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: 76 a Brigata S.A.P. (Angelo Zanti), Staffetta al III° Battaglione, 3 a zona. Capo nucleo con grado di Sergente
Imprigionata nelle carceri nazifasciste dal 13/03/1945 al 25/04/1945
Professione: impiegata
Stato civile: nubile
Decorata con Medaglia d’Argento al Valor Militare |
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Motivazione: infermiera e poi Comandante di un Gruppo d’Azione Patriottico, fu di costante conforto e incitamento ai suoi compagni di lotta. Catturata per delazione fu sottoposta alle più inumane sevizie che fecero scempio del suo giovane corpo. Il lungo martirio non la piegò e il suo lungo silenzio ha custodito il segreto che il nemico cercava di stapparle. Condannata a morte, veniva salvata dai suoi compagni che arditamente la liberarono dalla prigionia. Figura leggendaria di eroina, degna delle nobili tradizioni della donna italiana del primo Risorgimento.
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| Del Rio Francesca “Mimma “
Nata il 1/03/1925 a San Polo d’Enza; deceduta il 30/11/2008
Periodo di riconoscimento: dall’11/12/1944 al 25/04/1945
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: 144 a Brigata, comando polizia partigiana di Reggio Emilia
Imprigionata nelle carceri nazifasciste dalla metà di dicembre 1944 al 9/01/1945
Decorata alla memoria con Medaglia d’Oro al merito civile il 10/03/2021 |
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Motivazione: giovane donna, aderì alla Resistenza impegnandosi come staffetta, per acquisire informazioni sugli spostamenti delle truppe tedesche. A seguito di delazione venne catturata da un gruppo di militari tedeschi e portata in carcere, dove sopportò indicibili sevizie, torture e mutilazioni, senza mai rivelare i nomi dei suoi compagni. Riuscì a fuggire dalla prigionia e nonostante i patimenti subiti, pur essendo in avanzato stato di gravidanza, continuò a operare nella Resistenza. Diede alla luce un figlio maschio, di nome Atos, che decedette in seguito per mancanza di assistenza medica. Mirabile esempio di eccezionale coraggio e straordinario impegno per i valori della libertà e della democrazia. |
| Grassi Giovannina “Bruna “
Nata il 24/03/1925 a Reggio Emilia
Periodo di riconoscimento: dal 3/03/1944 al 25/04/1945
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: 37 a Brigata G.A.P. (Vittorio Saltini)
Professione: operaia
Stato civile: nubile
Decorata con Medaglia di Bronzo al Valor Militare |
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Motivazione: donna coraggiosa, animata da alti sentimenti patriottici, partecipava sin dall’inizio alla lotta di Resistenza dedicandosi all’assistenza dei partigiani e al collegamento tra i vari reparti. In occasione di una delicata situazione tattica si offriva volontaria per un rischioso servizio di ricognizione in zona occupata dal nemico. Accertato il profilarsi di un pericoloso attacco avversario, riusciva, nonostante fosse fatta oggetto di colpi d’arma da fuoco nemico, a rientrare nella base in tempo per far prendere tempestive misure di sicurezza al proprio reparto.
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| Guidetti Valentina “Nadia “
Nata il 22/11/1922 a Cavola di Toano
Periodo di riconoscimento: dall’ 1/12/1944 all’11/04/1945
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: 26 a Brigata Garibaldi (Enzo Bagnoli), Distaccamento “Orlandini” 7° Battaglione
Professione: domestica
Caduta: 11/04/1945
Decorata alla memoria con Medaglia d’Argento al Valor Militare il 17/05/1952 |
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Motivazione: giovane animata da fieri sentimenti patriottici militava ardentemente nelle formazioni sempre distinguendosi per attaccamento alla causa e slancio combattivo. Nel corso di una dura azione, essendo il suo distaccamento circondato da forze tedesche, si offriva volontariamente, per riconoscere una possibilità di ritirata. Nell’adempimento della missione cadeva, colpita a morte dal piombo nemico. |
| Meglioli Ave “Tita “
Nata il 23/11/1922 a Bibbiano.
Periodo di riconoscimento: dall’ 8/03/1944 al 20/11/1944
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: 143 a Brigata Garibaldi (Aldo), Parma
Professione: operaia
Caduta: 20/11/1944
Decorata alla memoria con Medaglia d’Argento al Valor Militare il 21/04/1977 |
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Motivazione: Partigiana con incarico di staffetta, partecipava a numerosi combattimenti sempre distinguendosi per coraggio ed elevato spirito di sacrificio. Durante un duro attacco sferrato da preponderante agguerrito avversario contro il comando della sua brigata, si prodigava validamente nel generoso tentativo di recuperare prezioso materiale finché, colpita a morte, immolava la sua giovane esistenza al riscatto della Patria tradita ed oppressa.
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| Nata il 6/10/1916 a San Bartolomeo di Reggio Emilia
Periodo di riconoscimento: dall’ 1/10/1943 al 25/04/1945 |
| Qualifica: Partigiana combattente |
| Appartenenza: 37 a Brigata G.A.P. (Vittorio Saltini)
Professione: casalinga
Stato civile: nubile
Decorata con Medaglia di Bronzo al Valor Militare |
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Motivazione:valorosa partigiana, portava a compimento con grande sprezzo del pericolo numerose e rischiose azioni di collegamento. Particolarmente si distingueva nei combattimenti di Bibbiano e San Rigo di Rivalta. |
| Zanti Carmen “Paola-Lina “
Nata il 10/10/1923 a Cavriago; deceduta il 17/08/1979
Periodo di riconoscimento: dal 10/10/1943 al 25/04/1945
Qualifica: Partigiana combattente
Appartenenza: 37 a Brigata G.A.P. Dal 15/08/1944 trasferita al Comando Unico Militare Emilia- Romagna (C.U.M.E.R); le venne assegnato il grado di capitano
Imprigionata nelle carceri nazifasciste dal 4/05/1944 al 30/05/1944
Stato civile: nubile
Professione: studentessa
Decorata con Croce al Valor Militare |
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Motivazione: staffetta di eccezionali doti di coraggio e animata da alto spirito patriottico, arrestata per la sua intensa attività partigiana, sosteneva sicura e serena lunghi ed estenuanti interrogatori senza rivelare mai nulla di compromettente. Liberata, riprendeva la sua missione con rinnovato ardore. Nuovamente fermata nel corso di una altra missione, ben conscia dell’importanza dei documenti che portava indosso e delle necessità di impedire a tutti i costi che il nemico potesse impossessarsene, senza pensare un istante al rischio a cui poteva andare incontro, con uno scatto energico si liberava velocemente, fuggiva riuscendo miracolosamente ad ecclissarsi.
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