27-28 Dicembre 2025 – 82° anniversario dell’eccidio dei f.lli Cervi e Quarto Camurri

Il ricordo, mai sopito, si fa ancora più intenso e carico di significato.

La loro storia, divenuta simbolo della Resistenza italiana, non è soltanto la vicenda di sette giovani uomini (“ribelli sediziosi e comunisti”, secondo la definizione dei fascisti) che scelsero con coraggio di battersi per la libertà, ma è anche il racconto di una comunità unita da valori profondi, da legami indissolubili e da una visione di giustizia che ancora oggi ispira tutti noi.

In questo percorso di memoria emergono rapporti fondati su fiducia, solidarietà e impegno comune, che rappresentano i tasselli più importanti della rete umana e ideale che rese possibili l’inizio della Resistenza e il suo successo finale.

Accanto ai Cervi e ai tanti compagni che ne emularono le gesta, occorre ricordare con gratitudine profonda le donne della loro famiglia. Dopo la fucilazione dei sette fratelli, furono infatti proprio queste—le madri, le mogli, le sorelle—che portarono avanti, nel podere ai Campirossi, la vita quotidiana, il lavoro in campagna e nella stalla, la cura dei figli rimasti senza padre.

Ma non solo: mantennero vivi i valori per cui i loro uomini erano morti, trasformando il dolore in testimonianza, la perdita in forza civile, il sacrificio in passione politica.

Furono custodi operose della memoria e al tempo stesso protagoniste attive del dopoguerra, affinché la terribile sorte dei loro familiari non venisse dimenticata e potesse diventare un riferimento esemplare per le generazioni future.

Commemorare oggi i Fratelli Cervi significa, dunque, ricordare una storia collettiva: quella di una famiglia, di un territorio, di un movimento di liberazione che ha scelto la dignità contro la sopraffazione, la speranza contro la paura.

È un invito a coltivare ancora e sempre l’idea di un’Italia fondata sulla solidarietà, sul coraggio e sul rispetto della libertà che ritrova nella Costituzione il suo migliore riconoscimento.

È un richiamo a considerare la memoria non come semplice celebrazione, ma come responsabilità più che mai viva e attuale: la responsabilità, cioè, di difendere e promuovere con quotidiana tenacia i valori per cui tanti hanno dato tutto.

Nei tempi che attraversiamo, coloro che vogliono restringere gli spazi di partecipazione democratica hanno altri nomi, altri volti e altri mezzi, ma l’obiettivo rimane il medesimo: concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi. E allora, non abbassiamo mai la guardia: potrebbe costarci caro (Anna Ferrari)

 GUASTALLA – CAMPEGINE – REGGIO EMILIA – CASA CERVI